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a vita nelle comunità a base agricola-pastorale era scandita dai grandi avvenimenti religiosi e fra essi la Pasqua con la sua liturgia complessa e piena di simbolismi, quali morte rinascita e |
resurrezione, che rappresentano da sempre il risveglio della natura, il passaggio
dall’inverno alla primavera. Allora i nostri contadini
smettevano i panni di duri lavoratori della terra
e indossavano quelli di finissimi cantori, de
I Passiùna tu Cristù e Lu Santu Lazzaru.
In genere due cantori, un fisarmonicista o organettista
accompagnati da un portatore di palma si presentavano
nei crocicchi dei paesi e a turno, una strofa
a testa, cantavano e mimavano il canto di Gesù.
Spesso si recavano anche nelle masserie a portare-rappresentare
la morte e resurrezione.
Il contenuto della Passione narra della vita e
delle pene che patisce Cristo e del dolore straziante
di una madre che si aggira dolente in cerca del
frutto della vita: il figlio. La Passione rappresenta
la pietas popolare e la modalità più
complessa e articolata attraverso la quale il
popolo esprime il suo misticismo e la necessità
di comunicare con la divinità.
Il libro, che nasce all’interno della rassegna
Canti di Passione, offre importanti spunti sul
repertorio dei canti rituali di questua connessi
al ciclo dell’anno e diffusi su tutto il territorio
italiano, oltre a soffermarsi più approfonditamente
sulle modalità interpretative e mimico-gestuali
dei cantori salentini. Il volume contiene anche
un’intervista ad Antimo Pellegrino, uno degli
ultimi cantori della Passione, oltre che una corposa
bibliografia legata al tema e si avvale dei contributi
di: S. Torsello, A. Ricci e R. Tucci, L. Chiriatti
e G. De Santis.
Allegato al libro il cd audio contenente sei preziosi
esempi di “passioni” che si presentano come un
piccolo ma significativo corpus di canti religiosi
della tradizione orale salentina. Questo lavoro
è dedicato a Cosimo Surdo, grande interprete della
Passione grica e della cultura orale salentina,
recentemente scomparso.
Il libro "Canti di Passione, ce
custi o gaddho na cantalìsi" si può
trovare nelle edicole del Salento in abbinamento
al mensile "QuiSalento". |